VLAD OV THELEMA

@vlad_ov_thelema

Dark Art and Blackwork


“Quale significato hanno per te le modificazioni corporee, come le vivi?”

“Puramente estetico. Il modo di viverle è semplicemente legato alla persona che le porta, è un po’ come un vestito, decidiamo di metterlo perché in quel momento lo vogliamo.Il tatuaggio è legato a un discorso un po’ più duraturo ovviamente.”

“Trovo che il discorso della simbologia del tatuaggio sia più legato a quelle persone che il tatuaggio non lo vivono in una maniera estrema […] È un po’ come la magia se vogliamo; la magia e l’esoterismo sono legati a simboli in realtà molto semplici, ma che implicano concetti molto ampi. […] Un tatuaggio piccolo racchiude tutto un suo significato simbolico.”

“L’estetica non è meno importante, governa un’enorme porzione della nostra vita. Se io desidero circondarmi di cose belle, questo non mi rende necessariamente superficiale. Mi rende superficiale solo nel momento in cui una persona mi analizza con quel parametro. Il fatto che io sia fissato con l’estetica e voglia circondarmi di cose belle, non significa che io non dia loro significato.”


“Secondo te, come viene visto il tatuaggio nel contesto socio-culturale di oggi?”

“Il Covid e i canali social hanno fatto nascere una sorta di cultura di massa del tatuaggio che è un po’ povera ma anche molto variegata. Si possono trovare persone di mezz’età molto legate alle vecchie tradizioni, così come ragazzi giovani che del tatuaggio hanno una conoscenza in realtà superficiale […]”

“Poi ci sono le persone che si interessano, che si informano, che già erano appassionate al tatuaggio e con molta probabilità si sarebbero informate in qualsiasi contesto. Sono quegli individui che sono rimasti interessati ai tatuaggi esattamente come prima, semplicemente ora hanno molte più possibilità di formarsi e informarsi rispetto a cosa gli piace e cosa desiderano realmente.”

“Una volta ho sentito questa frase che mi piace molto: il tatuaggio non è qualcosa che metti sulla pelle ma è qualcosa che nascondevi sotto la pelle e hai fatto uscire fuori. Il problema è che se dentro sei una brutta persona, rimani una brutta persona, non dipende dall’avere un tatuaggio o meno.”


Come ti senti quando vieni tatuato?

Il dolore c’è, ovunque io mi faccia tatuare fa sempre male. Quando ho finito di tatuarmi mi sento cresciuto perché da una parte ho portato una miglioria che volevo, avevo un pezzo di corpo vuoto che ora ho riempito: dall’altra, mi sembra di imparare sempre di più a gestire il dolore che è qualcosa con cui dobbiamo relazionarci tutti e tutti i giorni.”

“[…] Impari a combattere quella cosa, è un dolore voluto, che prendi su di te inconsciamente e accidentalmente, ma che impari a gestire. Lo trovo un ottimo metodo di crescita per conoscere e gestire qualcosa che nel nostro corpo normalmente subiamo e basta. Il dolore, quando non lo scegli, quando è istantaneo, lo subisci.”